Uno dei locali preferiti di Ernest Hemingway e la casa del Daiquiri – Cuba Floridita
Cuba Floridita – Nel cuore dell’Avana Vecchia, all’incrocio tra Calle Obispo e Calle Monserrate, a pochi passi dal Museo Nazionale delle Belle Arti, si trova uno dei luoghi più iconici della città: il Floridita. Storico ristorante di pesce e cocktail bar, è famoso non solo per la sua eccellente cucina e i suoi cocktail d’autore, ma anche per essere stato uno dei locali preferiti di Ernest Hemingway, che ne ha fatto una seconda casa durante i suoi soggiorni cubani.
Le origini del Floridita risalgono al lontano 1817, quando aprì i battenti con il nome di “La Piña de Plata” (L’Ananas d’Argento). Quasi un secolo più tardi, in un’epoca di grande fermento per l’Avana, il locale cambiò il suo nome in “Florida”, un richiamo diretto agli Stati Uniti, con l’intento di attrarre più clienti americani. Tuttavia, i cubani continuarono a chiamarlo affettuosamente “El Floridita”, usando il suffisso diminutivo “-ita”, tipico della lingua spagnola.
Nel 1914, un giovane immigrato catalano, Costantino Ribalaigua, iniziò a lavorare nel locale come barista. Grazie alla sua passione e abilità nel miscelare ingredienti, divenne proprietario del ristorante nel 1918 e lo trasformò in uno dei cocktail bar più rinomati al mondo. Ribalaigua fu un vero maestro nell’arte della mixology e viene spesso considerato il padre del Daiquiri, avendo perfezionato la ricetta negli anni ’30. Il suo talento gli valse il soprannome di “El Rey de los Cantineros” (Il Re dei Barman), e il suo Daiquiri divenne una leggenda.
Tra i frequentatori più illustri del Floridita, il più celebre è senza dubbio Ernest Hemingway. Il premio Nobel per la letteratura scoprì il locale durante il suo primo viaggio a Cuba negli anni ‘30 e ne rimase folgorato. Da allora, divenne un cliente abituale, sedendosi sempre nello stesso angolo e sorseggiando il suo Daiquiri Special, una versione più forte e meno zuccherata del classico cocktail, creata appositamente per lui da Ribalaigua. Hemingway, noto per la sua passione per gli alcolici e per i luoghi autentici, contribuì a rendere il Floridita famoso in tutto il mondo.
Il legame tra Hemingway e il Floridita è celebrato in vari modi all’interno del locale. Le pareti sono adornate da fotografie e cimeli del grande scrittore, mentre il bancone ospita una sua statua in bronzo a grandezza naturale, realizzata nel 2003 dall’artista cubano José Villa Soberón. La scultura raffigura Hemingway appoggiato al bancone, come se fosse ancora lì a gustare il suo drink preferito.
Ma Hemingway non fu l’unico personaggio illustre a frequentare il Floridita. Molti altri grandi nomi del cinema, della letteratura e della cultura internazionale passarono di qui, lasciando la loro impronta nella storia del locale. Tra questi troviamo attori leggendari come Spencer Tracy, Gary Cooper e l’intellettuale francese Jean-Paul Sartre, tutti attratti dall’atmosfera unica del bar e dai suoi celebri cocktail.
Oggi, il Floridita mantiene intatta la sua essenza e il suo fascino d’altri tempi. Nonostante il trascorrere degli anni, il locale continua a essere un’istituzione per chiunque visiti l’Avana, un punto di riferimento per gli amanti della mixology e della storia cubana.
Se vi trovate a Cuba, una sosta al Floridita è assolutamente immancabile: non solo per respirare l’aria intrisa di storia e letteratura, ma anche per assaporare un autentico Daiquiri, servito esattamente nel luogo dove è stato inventato. Una volta sollevato il bicchiere e gustato il primo sorso, non potrete fare a meno di sentire l’eco delle parole di Hemingway che riecheggiano nel locale:
“Mi mojito en La Bodeguita, mi daiquiri en El Floridita.”
Un brindisi alla storia, alla letteratura e al sapore di Cuba.


